27 Settembre 2021

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Il vino: bevanda antica protagonista delle nostre tavole

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Il vino è una bevanda ricca di storia, carica di fascino, sempre presente, dagli albori dell’umanità, nelle vicende di uomini di ogni terra e origine.

Il termine “vino” come riferito da più fonti ha origine dal verbo sanscrito vena (“amare”), da cui deriva anche il nome latino Venus della dea Venere.

Il vino è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione dell’uva (sia essa pigiata o meno), o del mosto.

Il prodotto si può ottenere da uve appartenenti alla specie Vitis Viniferao provenienti da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis; in Italia per la produzione di vino possono essere usate solo uve appartenenti alla specie Vitis vinifera.

Nel 1996 una missione archeologica americana, proveniente dall’Università della Pennsylvania e diretta da Mary Voigt, ha scoperto nel villaggio neolitico di Hajji Firuz Tepe, nella parte settentrionale dell’Iran, una giara di terracotta, della capacità di 9 litri, contenente una sostanza secca proveniente da grappoli d’uva.

La notizia, riferita da Corriere Scienza del 15 ottobre 2002, aggiunge che i reperti rinvenuti risalgono al 5100 a.C., quindi a 7.000 anni fa, ma gli specialisti affermano che il vino è stato prodotto per la prima volta, forse casualmente, tra 9 e 10.000 anni fa nella zona del Caucaso. Sembra infatti che il primo vino sia stato prodotto del tutto per caso (come è avvenuto per il pane lievitato) per la fermentazione accidentale di uva dimenticata in un recipiente.

Anche la Bibbia, come raccontato nel libro della Genesi al capitolo 9 versi dal 20al 27 attribuisce la scoperta del processo di lavorazione del vino a Noè, discendente di Adamo ed Eva da solo 10 generazioni: successivamente al Diluvio Universale, avrebbe piantato una vigna con il cui frutto fece del vino che bevve fino ad ubriacarsi.

L’impero romano diede un notevole impulso alla produzione del vino, che passa dall’essere un prodotto elitario a divenire una bevanda di uso quotidiano. In questo periodo le colture della vite si diffondono su gran parte del territorio, e con l’aumentare della produzione crescono anche i consumi.

Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla sostanza che conosciamo oggi.

A causa delle tecniche di conservazione, il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie, per ottenere un sapore più gradevole.

Nel corso del Medioevo nasceranno tutte quelle tecniche di coltivazione e produzione che arriveranno praticamente immutate fino al XVIII secolo, quando ormai la produzione ha carattere “moderno”.

Ciò grazie alla stabilizzazione della qualità e del gusto dei vini, nonché all’introduzione delle bottiglie di vetro e dei tappi di sughero.

Nel Novecento invece si ha, inizialmente da parte della Francia, l’introduzione di normative che vanno a regolamentare la produzione (origine controllata, definizione dei territori di produzione, ecc.) che porteranno a un incremento qualitativo nella produzione del vino a scapito della quantità.

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